Tecnologia / Implantologia / Modelli Stereolitografici

La radiografia panoramica della bocca è stata per tantissimi anni la procedura diagnostica principale su cui si basavano tutte le terapie chirurgiche che si effettuano all’interno del cavo orale. Essa fornisce preziose informazioni sulle dimensioni e sulla natura dell’osso, ma manca di una dimensione, che è la profondità.

Successivamente, con l’avvento della TAC, la Tomografia Assiale Computerizzata, è stata possibile una visione tridimensionale, anche se ancora solo su pellicola. Si è giunti poi alla realizzazione di modelli di osso a tre dimensioni su video e, successivamente, ai modelli stereolitografici, che sono riproduzioni tridimensionali della mandibola o della mascella del paziente.

Per produrre un modello stereolitografico è necessario effettuare una TAC della mascella (arcata superiore) o della mandibola (arcata inferiore). I risultati vengono elaborati poi attraverso un procedimento di polimerizzazione con raggio laser di apposite resine, che ci restituisce una copia dell’osso che ha una approssimazione rispetto all’originale di appena 0,4mm, del tutto irrilevante ai fini chirurgici. Se si ritiene necessario, attraverso un apposito protocollo in uso presso il nostro studio, si può ricavare un modello stereolitografico separato che riproduce la gengiva, e che sarà molto utile nella preparazione delle guide chirurgiche.

E’ questo infatti lo scopo di tutto il lavoro: rendersi conto della reale dimensione ossea ma soprattutto costruire una guida chirurgica (dima) che ci fornisca l’inclinazione e la profondità di inserimento degli impianti, e che guidi le frese durante la perforazione. E’ ovvio quanto l’intervento sia più facile, sicuro, e anche più veloce: si possono posizionare gli impianti senza incidere la gengiva e, se la situazione anatomica e topografica del paziente ci consente una procedura a carico immediato, si può anche fissare la protesi in bocca al termine dell’intervento, dal momento che la si sarà costruita precedentemente sul prototipo.

Non c’è dolore postoperatorio negli interventi di chirurgia implantare, ma il fatto di evitare l’incisione della gengiva, l’apertura cioè di un lembo mucoso che va poi suturato e che richiede circa dieci giorni per la guarigione, preserva il paziente da tutte le pur piccole noie relative all’attenzione nel mangiare, nello spazzolamento dei denti, nel dover tornare allo studio per togliere i punti etc etc. Il costo di un modello stereolitografico è davvero marginale rispetto al prezzo totale delle cure, e certamente basso rispetto ai grandi vantaggi che porta.