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Halimeter: un semplice test che può cambiare la vita.

             

Con i termini alitosi o foetor ex ore o bromopnea o, più comunemente alito cattivo, si indica generalmente l’odore sgradevole o spiacevole dell’aria emessa dal cavo orale.
L’alitosi è una condizione che può interessare gli individui di ogni sesso ed età: femmine e maschi, bambini, adulti e anziani. Essa può manifestarsi transitoriamente come caratteristica parafisiologica correlata a taluni momenti o situazioni della vita quotidiana oppure essere persistente e/o patologica, provocata da affezioni orali o sistemiche.

L’alitosi è un problema umano di cui si ha nozione fino dai tempi più antichi: è possibile trovare scritti sulle cause e sui rimedi al cattivo odore orale risalenti ai tempi dei Greci e dei Romani ed esistono riferimenti storicoreligiosi, morali e terapeutici all’alito cattivo, nell’Antico Testamento e in altri testi sacri ebraici, islamici e orientali. Diversi aspetti scientifici relativi all’alitosi sono ancora poco conosciuti, ma l’attuale rilevanza sociale ed economica del problema è sicuramente notevole.
Ciò non solo per quanto concerne la richiesta di esami e cure mediche e odontoiatriche finalizzate alla diagnosi e al trattamento dell’alitosi, ma anche per quanto riguarda l’enorme consumo di prodotti generici o specifici, quali collutori, dentifrici, spazzolini, gomme da masticare e caramelle, con l’obiettivo di correggere il cattivo odore dell’alito.

L’odore sgradevole proveniente dalla bocca ha inoltre importanti implicazioni psicologiche personali e collettive: per molti individui è causa di notevole preoccupazione nei momenti della vita di relazione in cui si intrattengono rapporti sociali o affettivi.
L’alitosi è infatti notoriamente un disturbo molto fastidioso, non solo per coloro che percepiscono quella dei propri simili, ma soprattutto per coloro che vengono informati, sempre dai propri simili, di soffrirne. Le origini del cattivo odore dell’alito possono essere molteplici e correlabili a diverse condizioni fisiologiche e patologiche, orali e non orali. Sarà quindi opportuno considerare l’alitosi:

  • una entità parafisiologica o patologica a sé stante quando provocata da eventi fisiologici o patologici locali di origine strettamente orale, che conferiscono cattivo odore all’aria espirata in transito dalla bocca, oppure
  • un sintomo o segno espressione di eventi o patologie extraorali o sistemici quando le sostanze con odore sgradevole non vengono prodotte a livello orale
Cause di alitosi Cause orali
  • Patina batterica linguale
  • Igiene orale scadente
  • Gengivite, parodontiti
  • A.n.u.g.
  • Cavità carnose non trattate
  • Protesi totali
  • Xerostomia
  • Infezioni orali
  • Stomatiti ulcerative
  • Cancro orale
Cause alitosi non orali
  • Cibi alitogeni: spezie (aglio,cipolla), pesce, formaggi ecc.
  • Fumo di tabacco
  • Bevande alcoliche
  • Farmaci
  • Malattie o.r.l.
  • Malattie gastroenteriche
  • Epatopatie
  • Nefropatie con uremia
  • Trimetilaminuria
  • Alitofobia

Per eliminare il problema bisogna conoscerne innanzitutto la causa, e come abbiamo visto le cause possono essere molteplici. L’ Halimeter è un apparecchio, appunto, che testa il respiro e aiuta a determinare da dove viene il maleodore, se dalla bocca, dal naso o dai polmoni. Nel 90% dei casi l’ alito cattivo ha comunque origine dalla bocca. La superficie della lingua, facilitando per vastità e struttura il depositarsi dei residui alimentari, costituisce un habitat idoneo al proliferare dei batteri anaerobi che metabolizzano le proteine e si localizzano generalmente sul retro posteriore della lingua. Il caratteristico odore alitosico è dovuto ai composti sulfurei volatili comunemente chiamati VSC.

Halimeter è appunto in grado di rilevare e misurare la quantità d i VSC nella bocca: alcuni sensori posti all’interno della macchina misurano con esattezza la percentuale dei composti sulfurei presenti nell’aria che viene espirata dal paziente in un apposito tubo, offrendo così all’odontoiatra valori utili ad individuarne la sede. L’uso dell’Halimeter, inoltre, permette di monitorare i cambiamenti della qualità dell’alito in corso di terapia e così i pazienti sono in grado di valutare l’evoluzione della malattia. Prima dell’introduzione dell’Halimeter come strumento di misura dell’alitosi si doveva effettuare la prova organolettica, per la quale lo strumento test era dato dalla capacità olfattiva del medico, meglio se comparata con la rilevazione effettuata da un altro soggetto test. L’esame consisteva nell’odorare l’alito del paziente da una distanza ravvicinata (un palmo), media (1 metro), e lontana (3 metri). In dipendenza della distanza dalla quale veniva percepito il maleodore si classificava l’alitosi come leggera, moderata o severa. Per effettuare correttamente la prova la rilevazione andava comparata con quella di un’altra persona che poteva essere un accompagnatore del paziente o un collaboratore. La prova organolettica si poteva effettuare sull’aria espirata dalla bocca (parlando con il paziente), dalle narici (espirata dalle narici), e dai polmoni (espirata dalla bocca). Potremmo quindi dire che Halimeter arriva dove non arriva il “naso” del dentista.

 

AUTOTEST per rilevare il proprio alito:

Un modo semplice per verificare il proprio alito consiste in tre piccoli test riportati di seguito:

  • Prendere un filo interdentale bianco non cerato e senza sapore e passarlo fra i molari posteriori superiori e inferiori. Se il filo assume un colore marrone dopo 45 secondi, odorarlo.
  • Sporgere la lingua fuori della bocca quanto più è possibile e strofinare la superficie due o tre volte con una garza sterile. Dopo 45 secondi odorare la garza.
  • Passare la lingua sul proprio polso pulito senza alcun profumo. Aspettare e poi odorare.

Soffiare l’alito sul palmo della mano non darà nessuna indicazione, poiché si sentirà solo l’odore della mano.