Tecnologia / Soft-implantology

 

                           

 

Cenni sulla storia dell’implantologia

L’implantologia nasce come branca ufficiale dell’odontoiatria intorno agli anni ’80, dopo essere uscita da una fase pionieristica iniziata negli anni ’50, da parte di alcuni odontoiatri Italiani. Si occupa della sostituzione dei denti naturali andati perduti per varie cause, con radici artificiali in titanio, chiamati impianti, sui quali verranno inseriti i nuovi denti.
L’unione tra la superfice degli impianti e l’osso si chiama “osteointegrazione” scoperto dallo svedese Per-Ingvar Branemark permette agli impianti di divenire parte integrante del corpo umano.
Con l’implantologia è possibile recuperare sia la funzione masticatoria che estetica quest’ultima è recuperata sia dal punto di vista del sorriso che della fisionomia del volto grazie alla riattivazione dell’ intera muscolatura facciale.
L’affidabilità dell’implantologia è provata da oltre trent’anni da studi clinici e sperimentali arrivando a percentuali di successo intorno al 95%.
Va comunque detto che la durata a lungo termine del manufatto impianto-protesico è in parte legata alla congruità del lavoro protesico e in parte alla collaborazione del paziente nel mantenimento di una buona salute delle gengive intorno agli impianti, per mezzo di accurate manovre di igiene domiciliare giornaliera e professionale almeno una volta all’anno .
Con l’implantologia si puo’ sostituire sia un singolo dente, senza limare i denti naturali adiacenti o piu’ denti con altrettanti impianti dentali.
Oltre a preservare i denti limitrofi c’è un mantenimento dell’osso in corrispondenza degli elementi sostituiti da impianti che andrebbe altrimenti incontro a fenomeni di riassorbimento.
Infatti in presenza di edentulia totale, su una o su entrambe le arcate, con la riabilitazione protesica classica con protesi mobile totale, si assiste ad un lento ma continuo riassorbimento osseo.
In queste condizioni, la presenza degli impianti osteointegrati preserva la dimensione dell’osso come se fossero ”radici dei denti naturali”.
Inoltre, associando gli impianti alle protesi mobili tramite degli attacchi speciali ,si riesce ad aumentare la stabilità di quest’ultime.
Questo trattamento è semplice ed economico.
Non vi sono limiti di età, dai diciassette per le femmine ai diciotto per i maschi fino al novantenne o anche piu’, tuttavia si deve valutare in ogni caso le condizioni di salute del paziente.
Bisogna esaminare attentamente eventuali malattie locali, quali parodontopatie in fase acuta, o malattie sistemiche come il diabete o malattie del sangue, non o mal curate.
Anche il fumo è dimostrato ha un effetto negativo sia per le gengive sia per l’impianto, sopra le 15 sigarette al giorno, le nostre percentuali di successo diminuiranno.
Il paziente dovrebbe diminuire il numero di sigarette fumate,almeno nel periodo dell’ osteointegrazione ad iniziare da una settimana precedente all’intervento.
L’ intervento di implantologia viene effetuato in anestesia locale, la stessa che viene utilizzata per una estrazione dentale.
In alcuni casi nei pazienti piu’ ansiosi o quando dobbiamo posizionare numerosi impianti si puo’ fare ricorso alla sedazione cosciente con l’intervento di un anestestesista specialista’ in narcosi odontoiatrica.
Le fasi di un intervento sono semplici e rapide , dopo aver effettuato un piccolo accesso sulla gengiva, poco piu’ grande del diametro dell’impianto che andremo a posizionare, alternando frese chirurgiche di diametro crescente e di lunghezza costante foreremo la cresta alveolare fino a raggiungere il diametro necessario.
Al posizionamento dell’impianto seguira’ in alcuni casi la protesizzazione immediata con un provvisorio in resina, in altri casi, quando non è possibile il carico immediato, si attenderanno dai due ai tre mesi, prima della connessione del pilastro e della corona definitiva.
Terminata la fase chirurgica verranno prescritti dei farmaci analgesici-antinfiammatori che controlleranno la fase post-operatoria.
Le complicanze sono le stesse di un qualsiasi intervento di chirurgia odontoiatrica, è importante la fase della diagnosi che deve essere fatta analizzando accuratamente la cavità orale del paziente e le varie radiografie.
È possibile avere una perdità della sensibilità e del formicolio del labbro quando si opera in vicinanza di strutture nervose, questi fastidi tendono a scomparire nel giro di poche settimane o mesi, e raramente diventano permanenti.
La percentuale di successo a breve e lungo periodo è intorno al 95%.
I casi di fallimento nel periodo dell’osteointegrazione è intorno al 2%-3%, mentre il fallimento nel lungo periodo puo’ essere legato ad una incongruità impianto-protesi o alla cattiva igiene del paziente.
Una eventuale perdità di un impianto è come una estrazione, percio’ possiamo posizionare un nuovo impianto o immediatamente o a distanza di tre mesi.
Un impianto ben integrato non ha limiti di durata, mentre la protesi che supporta va cambiata ogni 10-12 anni, come d’altronde va cambiata una protesi fissa tradizionale.

 

 

In alcuni casi dobbiamo far ricorso ad una implantologia avanzata, in quei pazienti che presentano un grado di atrofia tale dei mascellari da non consentire l’installazione degli impianti senza precluderne l’osteointegrazione, anni addietro questi pazienti dovevano assere scartati al momento dell’esame clinico per insufficiente quantità e qualità dell’osso residuo disponibile.
Queste tecniche chirurgiche consistono nella ricostruzione dei mascellari atrofici con innesti ossei o sostituti dell’osso e nell’istallazione degli impianti contemporaneamente o dopo l’intervento di osteo ricostruzione. Nella mandibola inoltre, come alternativa agli innesti, il recupero dell’altezza crestale puo’ assere ottenuto mediante lo spostamento del nervo alveolare inferiore, unico ostacolo all’installazione degli impianti nella zona posteriore della mandibola. Nel mascellare superiore come alternativa agli innesti, ci sono gli impianti zigomatici ,impianti di particolare lunghezza 3,5-4 cm che attraversano tutto il seno mascellare fino all’osso zigomatico.

PASSAPORTO IMPLANTARE:

Ii “Passaporto implantare”viene rilasciato dal medico al paziente dopo l’intervento chirurgico.In questo documento devono essere applicate le etichette dei componenti utilizzati per consentire la rintracciabilità.In caso di necessità,lontano da casa o nell’impossibilitàdi contattare il proprio medico ,il paziente potrà esibire il ”  Passaporto implantare” ad un altro Odontoiatra che,identificando la componentistica usata ,potrà intervenire in modo adeguato.

IMPLANTOLOGIA ONE-DAY:

Quando le caratteristiche anatomiche del paziente lo permettono (dopo TAC,CONE-BEAM), è possibile realizzare un trattamento di implantologia , seguito nelle successive 24 ore dalla applicazione della protesi fissa provvisoria;il paziente al termine della giornata sarà in grado di svolgere le normali attività.